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Breve descrizione della Provincia di Belluno



Geografia :

La Provincia di Belluno con i suoi 3.678 kmq in gran parte montuosi è la più estesa del Veneto ma nello stesso tempo la meno popolata con i suoi 212.243 abitanti ,confina a est con le Province di Pordenone ed Udine (Regione Friuli Venezia Giulia) , a sud con la Provincia di Treviso e Vicenza , ad ovest con le Province di Trento e Bolzano(la Regione Trentino -Alto Adige ) a nord con l'Austria.
Il corso d'acqua principale è il fiume Piave che nasce alle pendici del Monte Peralba e che taglia la provincia di Belluno in direzione nordest-sudovest. I principali affluenti del Piave sono il torrente Boite che lambisce Cortina d'Ampezzo il torrente Cordevole che scorre lungo la valle agordina.

I laghi in provincia di Belluno sono numerosi e per la più parte sono nati a seguito a sbarramenti per generare energia idroelettrica: il lago di Santa Croce(che anche se usato per fini idroelettrici è di origine naturale), il lago di Auronzo , il lago del Mis ,il lago di Centro Cadore , il lago di Pontesei,il lago di Corlo,il lago di Busche il lago della Stua.
Mentre altri sono laghi naturali di Montagna generalmente ubicati in ambienti incantevoli : il lago di Misurina ,il lago Atorno,il lago di Coldai, il lago di s.Anna ,il lago al rifugio Vandelli del Sorapiss , il lago Ghedina ecc..

Le montagne sono suddivise nella fascia prealpina che attraversa la provincia in senso nordest-sud ovest nella parte bassa e nella catena dolomitica nella parte centrale e nord. La cime più alte della catena prealpina raggiungono 1763 con il Col Visentin e 1775 con la Cima Grappa ,mentre le cime più alte delle Dolomiti raggiungono altitudini superiori ai 3000 metri : La Marmolada (3343 m.), il Monte Antelao(3263 m.), il Monte cristallo(3153 m.) , il Monte Sorapiss(3154 m.), il Monte Civetta(3220 m.),le le Tofane(3243 m.) le Tre Cime di Lavaredo(3001 m.),il Piz Boe(3152 m.),il monte Pelmo.



Profilo storico:

La storia di Belluno nasce molto indietro nel tempo: Il più antico insediamento umano conosciuto nel bellunese risale a circa 40.000 anni fa in era aurignaciana, la scoperta archeologica fu fatta nel 1984 sul Monte Avena nel feltrino dove vennero portati alla luce dei manufatti atti alla produzione organizzata di lame di selce,una vera e propria industria dell'epoca della pietra. Nel Comune di Sovramonte nei pressi della confluenza del torrente Rosna con il torrente Cismon , vennero scoperti nel 198 dei ripari usati da cacciatori del passato sotto ad uno dei quali vi era una sepoltura di un giovane cacciatore dell'età stimata di circa 25 anni, affiancato con un corredo funerario composto da vari elementi tra cui tre pietre dipinte con motivi stilizzati , il tutto risalente a 11.000 anni fa in piena era epigravettiana. Appena pochi anni dopo, nel 1987 venne scoperto a Mondeval ,nella Valle fiorentina, sotto ad un grosso masso la sepoltura di un cacciatore dell'epoca mesolitica in ottime condizioni di conservazione e datato di circa 7.000 anni or sono.
Inoltre altre scoperte importanti come quella della necropoli di Mel datati dall' VIII al V secolo a.c. ,quelle della stipe votiva e di un recinto sacro a Lagole nel Comune di Calalzo di Cadore datate del IX e X secolo ,quelle del Monte Calvario ad Auronzo di Cadore dimostrano una presenza diffusa nel bellunese di insediamenti paleoveneti.
Nel 184 il Bellunese divenne parte della regione romana Venetia et Histria, suddiviso in tre municipi:Jiulium Carnicum (Agordino e Cadore),Bellunum(la Valbelluna) e Feltria (il Feltrino).Il territorio venne sfruttato per le miniere di Rame e ferro e per la produzione di legname che veniva trasportato con le zattere lungo il fiume Piave fino al mare. Nello stesso tempo i romani costruirono diversi edifici e strade la più note delle quali è la Via Claudio Augusta Altinate (I sec.A.c.)che partendo da Altino sull'adriatico giungeva attraverso il passo Praderadego nel territorio Zumellese attraversava il fiume Piave arrivava a Cesiomaggiore proseguiva per la Valsugana ,Trento fino a terminare a Submuntorium in Germania.
Alla caduta del romano impero nel 476 d.c. susseguirono varie ed irregolari dominazioni :gli Eruli , gli Ostrogotti , i Bizantini , i Franchi i Longobardi , i duchi di Carinzia. In questo periodo si sviluppò una forma di governativa aristocratica particolare quella dei vescovi-conti.Nello scorrere del tempo a dominazioni da parte di popoli nordici si sostituì periodi di signorie da parte di potenze delle città della Pianura Padana: come Ezzelino da Romano ed i Visconti.Ricordiamo di quel periodo la costruzione di fortificazioni tra le quali spicca il castello di Zumelle.

Nel 1404 la città di Feltre e la città di Belluno si sottomettono spontaneamente alla Repubblica Serenissima di Venezia, nel 1420 si sottomettè la zona del Cadore. La stabilità persa dal periodo del impero romano ed ora recuperata fecce rifiorire ampiamente il territorio,da una parte la Serenissima sfruttava la montagna per l'estrazione di minerali il ferro ed il rame e sopratutto il legname ,materia prima fondamentale per la costruzione della flotta navale d'altra parte costruiva nuovi edifici e chiese,e dava impulso ad attività commerciali , culturali ed artistiche,solo una guerra che avvenne tra il 1508 ed il 1516 tra la repubblica serenissima ed gli Asburgo fecce soffrire profondamente il territtorio Bellunese
Nel 1798 il Bellunese viene ceduto da Napoleone all'Austria con il trattato di Campoformio . Nel 1848 gli ideali indipendentisti infiammarono il territorio bellunese nacquero numerose sanguinose sommosse , ma e il territorio bellunese divenne pienamente italiano solo nel 1866 durante la terza guerra d'indipendenza ad esclusione della Conca Ampezzana che si congiungerà al regno d'Italia solo ad ottobre 1918.
La povertà diffusa la crescita demografica fecero nascere e svilupparsi verso la fine dell'800 il fenomeno dell'immigrazione del popolo bellunese ,parte in nord America ,parte in sud America e parte nell'Europa centrosettentrionale.

Negli anni della prima guerra mondiale del 1915-1918 il Bellunese fu costretto ad ospitare in pieno territorio di montagna i fronti di battaglia con estenuanti e logoranti guerre di posizione attorno alle principali cime dolomitiche , con un risultato di decine di migliaia di morti per entrambi gli schieramenti, di questo restano a ricordo numerosi sacrari come sul Monte Grappa , a Pocol e sul passo Pordoi ; nonché restano a testimonianza sentieri,trincee postazioni, gallerie molte delle quali oggetto di attento restauro per non cancellare la memoria di quanto accaduto.

Nel corso della seconda guerra mondiale negli anni 1939-1945 il territorio di Belluno fu soggetto di nuovo a grosse sofferenze .Dopo l'armistizio dell'8 settembre 1943 si sviluppò in tutto il nord Italia una forte resistenza partigiana ed il bellunese non fu da meno, ci furono lunghe guerriglie tra l'esercito tedesco e i partigiani che si rifugiavano su per le montagne e ci furono molte rappresaglie tra la popolazione civile. La stessa città di Belluno ricorda questo con la sua piazza chiamata ora "Piazza dei Martiri invece che anticamente "Piazza Campedel" per ricordo dei civili impiccati sui lampioni.
Alla fine del conflitto la provincia di Belluno si trovò ancora una volta ad affrontare una povertà diffusa e una scarsità di lavoro costringendo la popolazione ad un secondo intenso flusso migratorio del quale sono testimone diretto essendo nato in Svizzera da genitori bellunesi emigrati.
Nel 1963 un altro momento di dolore trafigge le nostre valli con la tragedia del Vajont con oltre 2000 morti . E forse da da quel momento in avanti una serie di fattori concomitanti : la ricostruzione di Longarone,la ripresa economica italiana, la scoperta del turismo di montagna fecero si che il flusso migratorio rallentò in gran parte e nel contempo si verificò una rapida crescita economica che per diversi anni fu superiore alla media europea .



Economia Bellunese:


La costituzione montuosa della provincia ha portato da millenni allo sviluppo di attività specifiche dell'ambiente alpino: lavorazione del legname sia per combustione che per costruzione , alpeggi e pastorizia con produzione di derivati del latte burro ricotta e formaggi. L'agricoltura per la parte alta della provincia è stata in genere di sostentamento mentre nella parte bassa con clima più dolce e estensioni maggiore di terreno coltivato ha dato alla sviluppo di coltivazione estensiva come il mais.Non mancavano nel passato attività estrattive di metallo in particolare nel zoldano e nell'agordino. Tutte queste attività erano supportate da una intensa artigianale che fornivano i materiali necessari per la lavorazione ma che talvolta per la qualità delle lavorazioni finivano esportate fuori provincia.





Nell'ultimo secolo molte cose sono cambiate , nei primi decenni del secolo scorso dopo la scoperta della produzione idroelettrica l'intero territorio bellunese divenne improvvisamente importante per la grande quantità di corsi d'acqua e dei salti altimetrici presenti. Iniziò cosi per un arco di tempo di mezzo secolo la costruzione di dighe ,condotti sotterranei , centrali idroelettriche che diedero impulso all'ocupazione locale ed all'economia .
Parallelamente a ciò si sviluppò un intensa attività turistica , di fatto a seguito alle prime conquiste delle nostre maggiori vette (ancora per la più parte inviolate fino all' 800) da parte di esploratoria tedeschi o inglesi supportati da cacciatori di camosci che facevano da guide le Dolomiti, diventarono oggetto di attenzione da parte di scrittori e giornalisti.

Inoltre la guerra del 1915-18 provocò decine di migliaia di vittime sulle nostre cime e nel dopo-guerra vennero costruiti diversi ossari che portarono moltissimi parenti ed amici delle vittime in pellegrinaggio sul nostro territorio.
Infine nel 1956 si svolse a Cortina d'Ampezzo la VII olimpiade invernale che consacrò ufficialmente a livello mondiale il territorio come regno degli sport invernali ...

Negli anni settanta la Provincia di Belluno ebbe un grande svluppo industriale: mentre la zona del Cadore e dell'agordino si specializzò nel comparto dell'occhialeria (Safilo , Marcolin, Lozza, luxottica, De Rigo ecc...), la parte bassa della provincia diede impulso a varie industrie metalmeccaniche in particolare nel campo del freddo industriale e civile ( Costan, Surfrigo ,Zanussi,Clivet ecc..) .Tutte aziende che nel giro di pochi decenni divennero conosciute a livello mondiale per la qualità della loro produzione...Tra le aziende va ricordata anche la birreria Pedavena (ora gruppo Castello) per come è riuscita a sinergizzare le acque del torrente Colmeda sia per la produzione dell'energia idroelettrica che per la produzione di birra di qualità.















© Renato Bortot